Il monito del Prof. Corasaniti sulle autorità garanti: a quale delle varie autorità si starà riferendo?

In una lucidissima quanto opportuna riflessione estiva, il prof. Giuseppe Corasaniti (Ordinario di informatica giuridica ed etica digitale all’Università Mercatorum) ha stigmatizzato la deriva che hanno preso negli ultimi tempi le Autorità di Garanzia, all’insegna del protagonismo mediatico e della smania di comparire inseguendo i fatti di cronaca che danno maggiore visibilità e i relativi hashtag sui social. Egli parla in generale delle “autorità di garanzia” anche se è evidente il riferimento alle recenti vicende con protagonista l’Autorità Garante Dati Personali, relative a Roul Bova e Stefano De Martino.

Scrive Corasaniti:

Negli ultimi anni le Autorità di garanzia hanno spesso assunto un ruolo di primo piano nel dibattito pubblico, con interventi frequenti e fortemente legati all’attualità. Questo approccio, se da un lato aumenta la loro visibilità, dall’altro espone a rischi. Una eccessiva esposizione non giova al loro ruolo che deve essere inteso in senso europeo. Si ha l’impressione di una sorta di eccesso di protagonismo mediatico, di rincorsa che può ridurre e di molto la percezione della imparzialità istituzionale. La continua corsa al presente, ad ‘esserci’ comunque nelle rassegne stampa rischia di privilegiare la risposta immediata ai problemi generali a scapito di un’analisi sistemica della complessità. Non si offenda nessuno ma il problema vero è questo, non essere presenti mediaticamente ma essere presenti collegialmente e istituzionalmente ovunque lo si richieda, sempre.

Come ho già scritto sui miei canali social, con queste parole di Corasaniti vorrei fare un’incisione su marmo e poi collocare l’iscrizione rupestre così ottenuta di fronte all’ingresso del Garante Privacy in Piazza Venezia a Roma. Infatti, tra le varie autorità di garanzia previste dal nostro ordinamento è indubbiamente quella dedicata alla tutela dei dati personali ad aver preso negli ultimi cinque anni questa deriva all’insegna del personalismo, del protagonismo e della smania di apparire; una deriva che in alcuni casi più recenti ha assunto le tonalità del grottesco e del ridicolo. Io e altri colleghi l’abbiamo già segnalato in varie forme e in varie sedi.

Prosegue Corasaniti suggerendo come potrebbe essere “corretto” l’approccio di queste autorità di garanzia affinché non venga intaccata la loro autorevolezza (come invece sta accadendo nel caso del Garante Privacy).

Servirebbe un maggior senso della prudenza (che poi dovrebbe accompagnare ogni forma di agire giuridico ) e della umiltà nell’esercizio di un potere che viene concepito come regolatorio e di garanzia e che non sembra avere limiti. La vera autorevolezza di un’Autorità (un termine che andrebbe prima o poi anche ripensato dal punto di vista giuridico e che ha avuto fortuna solo in Italia) non si misura dalla presenza quotidiana sui media o dal numero delle citazioni nelle rassegne stampa, ma dalla (sola) capacità di offrire presidi, soluzioni stabili, comprensibili e orientate ad un servizio accessibile a tutti, imprese amministrazioni e cittadini.

Ringrazio il prof. Corasaniti per questa sua riflessione, che invito a leggere interamente nel suo post su LinkedIn disponibile qui: https://www.linkedin.com/posts/giuseppe-corasaniti-95832515b_autoritaeqindipendenti-regolazione-innovazione-activity-7363435070356971522-rSjz/.

È davvero importante che anche voci autorevoli come la sua lancino questi segnali; ed è davvero assurdo che invece molte altre voci (altrettanto autorevoli) assistano passive e silenti a questa deriva, o – ancora peggio – facciano finta di non vedere per conservare i propri interessi e non indispettire l’autorità.

 

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