Chi si occupa di privacy e sicurezza informatica ricorderà il gravissimo data breach (esfiltrazione di dati personali) che ha visto involontaria protagonista l’ASL 1 della Regione Abruzzo Avezzano – Sulmona – L’Aquila nel maggio del 2023.
La vicenda era tornata agli onori della cronaca appena prima della pausa d’agosto perché era emersa la stranezza della decisione del Garante Privacy di non comminare alcuna sanzione pecuniaria all’ASL in nome di una non meglio precisata “collaborazione oltre il dovuto” da parte della stessa con gli uffici del Garante durante l’istruttoria. Nelle scorse settimane in molti ci eravamo occupati della questione: tra i molti commenti, segnalo in particolare il mio articolo La deriva pericolosamente autoreferenziale delle autorità garanti (e lo spettro dei conflitti di interesse) e l’articolo Gestione data breach: l’insegnamento dei provvedimenti del Garante su Federprivacy e ASL 1 Avezzano Sulmona dell’Avv. Andrea Lisi.
Tuttavia, gli aspetti singolari e sospetti di questa vicenda non si esauriscono così. Nelle settimane di pausa estiva ho avuto modo di leggere con più attenzione le delibere dell’ASL 1 Abruzzo e di approfondire anche un altro aspetto fondamentale: quello della regolarità amministrativa e contabile degli incarichi affidati agli studi legali e alle società di consulenza che hanno assistito l’ASL nella gestione del data breach e del relativo contenzioso in questi due anni.
Che cosa è emerso? È emerso che, a mio avviso e secondo quanto da me argomentato nelle sedi opportune, la spesa di quasi € 130.000 (cento trenta mila euro) deliberata dai dirigenti dell’ASL a favore di uno studio legale di Roma non risulta in regola con le norme sugli affidamenti di incarichi da parte delle pubbliche amministrazioni e solleva non pochi interrogativi.
Aiutato da alcuni bravissimi colleghi avvocati (che ringrazio sentitamente), ho quindi esplicitato il tutto all’interno di un’apposita “notitia damni” da presentare alla Procura regionale della Corte dei Conti affinché sia verificata la legittimità di vari profili non chiari del procedimento amministrativo. Il documento è stato da me inviato via PEC questa mattina alla procura; non so se riceverò anche un’email di avvenuta protocollazione e presa in carico, ma la mia PEC risulta regolarmente consegnata.
Condivido qui il testo integrale del documento da me inviato e sottoscritto, ma in una versione con alcuni *OMISSIS* (a tutela di soggetti che, prima di una decisione della Corte dei Conti, hanno diritto a non essere identificati pubblicamente).
Resto a disposizione di avvocati e giornalisti per fornire chiarimenti e approfondimenti su questa mia iniziativa; anche se credo che il documento sia così dettagliato e chiaro da non dover richiedere ulteriori spiegazioni.